Scienza

Il cedimento muscolare serve davvero? Cosa dice la ricerca

Team PumpBro13 min di lettura
Un uomo con canottiera chiara sollevata, in piedi in una palestra con grandi vetrate, tiene le mani unite contro la fronte a testa china e occhi chiusi

"Se non arrivi a cedimento non stai allenando niente." È una delle frasi più ricorrenti in sala pesi, ed è anche una delle poche convinzioni sull'allenamento messe alla prova in laboratorio decine di volte. Il risultato non è quello che il mito lascerebbe immaginare: portare la serie fino al punto in cui il carico non sale più non è la condizione necessaria che molti danno per scontata, ma nemmeno una pratica da bandire. È una leva con un costo, e se scrivi schede per altri conviene sapere quanto rende prima di metterla dentro.

Key Takeaways

  • Nelle meta-analisi il cedimento non risulta necessario né per la forza né per l'ipertrofia: Grgic e colleghi (2022) non trovano differenze significative su nessuno dei due esiti, su 15 studi.
  • Trattando la vicinanza al cedimento come variabile continua le curve si separano: l'ipertrofia migliora avvicinandosi, la forza resta indifferente in un ampio intervallo di ripetizioni in riserva (Robinson e colleghi, 2024).
  • Il carico cambia la risposta: con carichi bassi il cedimento sembra decisivo per la crescita, con carichi alti no (Lasevicius e colleghi, 2022).
  • Il cedimento si paga: recupero rallentato fino a 24-48 ore (Morán-Navarro e colleghi, 2017), ripetizioni perse nelle serie successive e una stima del margine residuo imprecisa di circa una ripetizione (Halperin e colleghi, 2022).

"Cedimento" non vuol dire una cosa sola

Prima dei risultati c'è un problema di vocabolario, e non è pedanteria: è il motivo per cui studi simili arrivano a conclusioni diverse.

  • Cedimento muscolare momentaneo: nonostante uno sforzo massimale la fase concentrica non si completa. Il bilanciere si ferma.
  • Cedimento tecnico: le ripetizioni ci sarebbero, ma l'esecuzione si rompe e ti fermi lì.
  • Cedimento autopercepito: si smette quando si ritiene di non avere più ripetizioni. Il più usato in palestra e il meno definito.

La revisione sistematica di Refalo e colleghi (Sports Medicine, 2023) è una delle poche che tiene separate queste definizioni, e la separazione cambia il risultato. Mettendo insieme tutte le definizioni di "serie portata a cedimento" il vantaggio sull'ipertrofia esiste ma è banale: effect size 0,19 (intervallo di confidenza 95%: 0,00-0,37). Restringendo al solo cedimento muscolare momentaneo l'effetto sparisce: 0,12 (IC 95%: −0,13-0,37). Limiti dichiarati dagli autori: 15 studi, campioni piccoli e, in 7 dei 9 studi sul confronto diretto, partecipanti non allenati.

Tienilo a mente davanti a un titolo secco: spesso "a cedimento" nello studio citato non è quello che intendi tu.

Un uomo disteso su una panca piana spinge verso l'alto un bilanciere con dischi neri; sullo sfondo altre macchine, dischi rossi e neri su un supporto e una sala pesi luminosa

Ipertrofia: un vantaggio piccolo e graduale

La meta-analisi di Grgic, Schoenfeld e colleghi (Journal of Sport and Health Science, 2022), 15 studi, non trova differenze significative fra cedimento e non cedimento né sull'ipertrofia (effect size 0,22; IC 95%: −0,11-0,55) né sulla forza (−0,09; IC 95%: −0,22-0,05). Solo nel sottogruppo dei già allenati compare un effetto piccolo ma significativo a favore del cedimento sull'ipertrofia (0,15; IC 95%: 0,03-0,26). Limite: tutti i partecipanti erano giovani adulti.

Robinson e colleghi (Sports Medicine, 2024) hanno smesso di trattare la domanda come un interruttore acceso/spento e hanno modellato la vicinanza al cedimento come variabile continua, in ripetizioni in riserva (RIR). Per la forza le pendenze contengono lo zero, cioè la relazione è trascurabile; per l'ipertrofia sono negative e non contengono lo zero, cioè la crescita aumenta man mano che la serie finisce più vicino al cedimento. Gli autori mettono le mani avanti: il RIR di ogni studio è stato stimato a posteriori dalle descrizioni dei protocolli, non misurato, e l'analisi è dichiarata esplorativa.

Non è una contraddizione con Grgic: il confronto binario mette nella stessa casella una serie chiusa a 5 RIR e una chiusa a 1 RIR, e diluisce un effetto che esiste ma è graduale. Fra 0 e 1-2 RIR, però, la differenza pratica si assottiglia. Refalo e colleghi (Journal of Sports Sciences, 2024) hanno fatto allenare 18 persone già allenate per 8 settimane con una gamba a cedimento momentaneo e l'altra a 1-2 RIR, a volume pari: lo spessore del quadricipite è cresciuto di 0,181 cm nella prima condizione e 0,182 cm nella seconda (limiti: campione piccolo, otto settimane, un solo distretto). Anche Santanielo e colleghi (Biology of Sport, 2020), stesso disegno su 14 persone allenate per 10 settimane, riportano incrementi simili di sezione trasversa del vasto laterale (13,5% a cedimento contro 18,1% senza), senza differenze significative fra i protocolli.

Se stai ragionando su quanto stimolo serve in totale, il numero di serie pesa più di dove chiudi la singola serie: ne abbiamo parlato in quante serie a settimana servono per far crescere un muscolo.

Forza: qui il cedimento non compra niente

Qui la letteratura è più concorde. Grgic e colleghi (2022) non trovano differenze (−0,09) e, nel sottogruppo di studi in cui il volume non era pareggiato, l'effetto favorisce il non cedimento (−0,32; IC 95%: −0,57 a −0,07). Robinson e colleghi (2024) confermano guadagni simili in un ampio intervallo di RIR.

Ha senso: la forza massimale si costruisce con carichi alti e ripetizioni di qualità. Se le ultime di ogni serie sono lente e sporche e ti costringono a calare il carico in quella dopo, stai pagando un prezzo che non ti torna indietro.

Il carico cambia la risposta

Lasevicius e colleghi (Journal of Strength and Conditioning Research, 2022; online dal 2019) hanno assegnato a 25 uomini non allenati quattro protocolli monolaterali di leg extension per 8 settimane, a volume pareggiato: carico alto (80% 1RM) e basso (30% 1RM), ciascuno con e senza cedimento. La sezione trasversa del quadricipite è aumentata dell'8,1% (alto a cedimento), 7,7% (alto senza cedimento) e 7,8% (basso a cedimento), mentre nel carico basso senza cedimento l'aumento del 2,8% non ha raggiunto la significatività. Limiti: soggetti non allenati, un solo esercizio, otto settimane.

Tradotto: con carichi leggeri è lo sforzo elevato a rendere allenante il lavoro; con carichi pesanti il carico fa già quel lavoro. Ecco perché "serve il cedimento?" è una domanda mal posta: dipende dal carico.

Studio (anno)PartecipantiConfrontoEsito
Grgic e colleghi (2022)15 studi, giovani adultiCedimento vs non cedimentoNessuna differenza significativa
Refalo e colleghi (2023)15 studi, per lo più non allenatiVicinanza al cedimentoVantaggio banale, nullo per il cedimento momentaneo
Robinson e colleghi (2024)Meta-regressioni, RIR stimatoRIR come variabile continuaIpertrofia migliora avvicinandosi, forza no
Lasevicius e colleghi (2022)25 uomini non allenatiCarico alto e basso, con e senza cedimentoConta solo con carichi bassi
Refalo e colleghi (2024)18 persone allenateCedimento vs 1-2 RIR, 8 settimaneIpertrofia equivalente

Quanto costa arrivare a cedimento

Un vantaggio piccolo va pesato contro il suo prezzo, e qui il prezzo è documentato. Morán-Navarro e colleghi (European Journal of Applied Physiology, 2017) hanno fatto eseguire a 10 uomini allenati tre protocolli su panca e squat, fra cui 3 serie da 10 ripetizioni su 10 possibili, cioè a cedimento. Quel protocollo ha prodotto il calo acuto maggiore di salto verticale e velocità del carico, e un recupero significativamente più lento fra le 24 e le 48 ore successive, anche rispetto al protocollo con lo stesso volume totale. Limite: dieci soggetti, due esercizi.

C'è poi un costo dentro la stessa seduta: nello studio di Refalo e colleghi (2024) la perdita di ripetizioni dalla prima all'ultima serie era sistematicamente maggiore nella condizione a cedimento. Chi va a fondo subito fa meno lavoro dopo. E il costo che nessuno studio misura pesa sul cliente: sedute che lasciano a pezzi per due giorni sono sedute che si saltano, e chi salta poi smette, come abbiamo visto in aderenza e retention: perché i clienti abbandonano.

Le braccia distese di una persona sdraiata su una panca reggono due manubri con dischi neri sopra di sé; sullo sfondo, in penombra, rastrelliere di manubri e un rack

Nessuno sa quante ripetizioni gli restano

Qui arriva la parte scomoda per chiunque programmi a RIR: la regola "fermati a 2 ripetizioni dal cedimento" dipende tutta dalla capacità delle persone di sapere quando mancano due ripetizioni. È stata misurata.

Halperin e colleghi (Sports Medicine, 2022) hanno raccolto 12 studi, 414 partecipanti e 262 effetti. In media le persone sottostimano le ripetizioni residue di 0,95 ripetizioni (IC 95%: 0,17-1,73): si credono più vicine al cedimento di quanto siano. L'eterogeneità fra studi è enorme (I² = 97,9%): la media va presa per quello che è. La stima migliora vicino al cedimento e nelle serie sotto le 12 ripetizioni, mentre l'esperienza di allenamento non la migliora in modo apprezzabile (β = −0,006; IC 95%: −0,02-0,007).

Non è un motivo per buttare via il RIR, ma per non fidarsi della sua precisione: se scrivi "3 RIR" e il cliente sbaglia di una, sta lavorando a 4.

Da dove nasce l'idea che il cedimento sia obbligatorio

Non è nata dal nulla. Da un lato ci sono i marcatori acuti: Burd e colleghi (PLOS ONE, 2010), su 15 uomini, hanno misurato a 4 ore dalla leg extension una sintesi proteica mista aumentata di circa 3,5 volte al 90% 1RM a cedimento e 3,2 volte al 30% a cedimento, contro circa 2,1 volte nella condizione a lavoro pareggiato senza cedimento. Materiale perfetto per uno slogan, ma il limite è sostanziale: una misura acuta su 15 persone, e la sintesi proteica a poche ore da una seduta non predice il muscolo che metterai su in due mesi.

Dall'altro c'è un argomento fisiologico serio: per reclutare tutte le unità motorie serve uno sforzo elevato. Nóbrega e Libardi (Frontiers in Physiology, 2016) lo sostengono per gli allenati che usano alte intensità, ma in un articolo di opinione, non in una revisione sistematica: un'ipotesi argomentata, non un dato.

Come lo usi in una scheda

  1. Chiudi a 1-3 RIR sui multiarticolari pesanti. È dove il costo è più alto e il beneficio documentato più basso.
  2. Tieni il cedimento per isolamenti e macchine. Curl, leg extension, alzate laterali: l'esecuzione non si rompe pericolosamente e la fatica sistemica resta contenuta.
  3. Se usi carichi bassi, avvicinati davvero. Con il 30% di 1RM il lavoro lontano dal cedimento rischia di essere poco allenante (Lasevicius e colleghi, 2022).
  4. Mettilo a fine seduta. Le ripetizioni perse in quelle successive sono un costo reale (Refalo e colleghi, 2024): pagalo quando non hai più niente dopo.
  5. Non programmarlo a settimane piene. Con 24-48 ore di recupero rallentato (Morán-Navarro e colleghi, 2017), la settimana prima di uno scarico o di un test è il posto sbagliato.
  6. Scrivi il target, non l'aggettivo. "3 serie da 8 a 2 RIR" è verificabile, "tirare al massimo" no. E dato che la stima sbaglia di circa una ripetizione (Halperin e colleghi, 2022), fai annotare ripetizioni fatte e sforzo percepito.

Un obiettivo ambiguo diventa, nella testa del cliente, "vado a fondo": l'opposto di quello che volevi. Metterlo per iscritto vale fin dal primo colloquio, ed è il motivo per cui tenere le schede in un software di gestione per personal trainer cambia le informazioni che ti tornano indietro.

Domande frequenti

Allenarsi a cedimento fa male?

Negli studi citati non emerge un aumento di infortuni, ma nessuno era disegnato per misurarlo e duravano 8-10 settimane. Documentato è invece il recupero: Morán-Navarro e colleghi (2017) hanno osservato un ritorno alla normalità significativamente più lento fra 24 e 48 ore dopo il protocollo a cedimento. Il rischio pratico è indiretto: tecnica che si degrada sotto fatica dove degradarsi è pericoloso, e sedute successive svolte peggio.

Un principiante deve andare a cedimento?

I dati non lo richiedono. Nella meta-analisi di Grgic e colleghi (2022) non emergono differenze significative fra cedimento e non cedimento, e il piccolo vantaggio sull'ipertrofia compare nel sottogruppo di chi è già allenato. Considerato che la stima delle ripetizioni residue è imprecisa (Halperin e colleghi, 2022) e che la tecnica è ancora da consolidare, chiudere le serie con margine è la scelta più difendibile.

Come faccio a sapere se il cliente si è fermato davvero a 2 ripetizioni dal cedimento?

Con certezza non puoi, ed è il limite onesto del metodo: nella meta-analisi di Halperin e colleghi (2022) le persone sottostimano di circa una ripetizione il margine residuo, e l'esperienza non migliora l'accuratezza. Puoi però ridurre l'ambiguità: serie corte e pesanti sono più leggibili di quelle lunghe e leggere, e far annotare ripetizioni effettive e sforzo percepito ti dà numeri da confrontare invece di un racconto a fine mese.

In sintesi

Il cedimento non è né obbligatorio né vietato: è uno strumento con un rendimento modesto e un costo misurabile. Il rendimento è quasi tutto sull'ipertrofia e cresce gradualmente; con carichi alti è talmente piccolo da non giustificare il conto in recupero e ripetizioni perse. Quel conto lo paga il cliente due giorni dopo, e nelle schede non si vede mai perché nessuno lo scrive.

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Fonti

  • Grgic J, Schoenfeld BJ, Orazem J, Sabol F. Effects of resistance training performed to repetition failure or non-failure on muscular strength and hypertrophy: a systematic review and meta-analysis. Journal of Sport and Health Science, 2022;11(2):202-211. Limite: 15 studi, tutti su giovani adulti. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33497853/
  • Refalo MC, Helms ER, Trexler ET, Hamilton DL, Fyfe JJ. Influence of resistance training proximity-to-failure on skeletal muscle hypertrophy: a systematic review with meta-analysis. Sports Medicine, 2023;53(3):649-665. Limite: 15 studi, campioni piccoli, in prevalenza soggetti non allenati. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9935748/
  • Robinson ZP, Pelland JC, Remmert JF, Refalo MC, Jukic I, Steele J, Zourdos MC. Exploring the dose-response relationship between estimated resistance training proximity to failure, strength gain, and muscle hypertrophy: a series of meta-regressions. Sports Medicine, 2024;54(9):2209-2231. Limite: le ripetizioni in riserva sono state stimate a posteriori dalle descrizioni degli studi, e gli autori definiscono l'analisi esplorativa. https://link.springer.com/article/10.1007/s40279-024-02069-2
  • Refalo MC, Helms ER, Robinson ZP, Hamilton DL, Fyfe JJ. Similar muscle hypertrophy following eight weeks of resistance training to momentary muscular failure or with repetitions-in-reserve in resistance-trained individuals. Journal of Sports Sciences, 2024;42(1):85-101. Limite: 18 partecipanti, 8 settimane, misurato il solo quadricipite. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38393985/
  • Lasevicius T, Schoenfeld BJ, Silva-Batista C, e colleghi. Muscle failure promotes greater muscle hypertrophy in low-load but not in high-load resistance training. Journal of Strength and Conditioning Research, 2022;36(2):346-351 (online 2019). Limite: 25 uomini non allenati, un solo esercizio, 8 settimane. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31895290/
  • Morán-Navarro R, Pérez CE, Mora-Rodríguez R, e colleghi. Time course of recovery following resistance training leading or not to failure. European Journal of Applied Physiology, 2017;117(12):2387-2399. Limite: 10 uomini allenati, due soli esercizi. https://link.springer.com/article/10.1007/s00421-017-3725-7
  • Halperin I, Malleron T, Har-Nir I, Androulakis-Korakakis P, Wolf M, Fisher J, Steele J. Accuracy in predicting repetitions to task failure in resistance exercise: a scoping review and exploratory meta-analysis. Sports Medicine, 2022;52(2):377-390. Limite: eterogeneità fra studi molto alta (I² = 97,9%), la media va letta con cautela. https://link.springer.com/article/10.1007/s40279-021-01559-x
  • Santanielo N, Nóbrega SR, Scarpelli MC, e colleghi. Effect of resistance training to muscle failure vs non-failure on strength, hypertrophy and muscle architecture in trained individuals. Biology of Sport, 2020;37(4):333-341. Limite: 14 partecipanti, disegno intra-soggetto, 10 settimane. https://www.termedia.pl/Effect-of-resistance-training-to-muscle-failure-vs-non-failure-on-strength-hypertrophy-and-muscle-architecture-in-trained-individuals,78,40974,0,1.html
  • Burd NA, West DWD, Staples AW, e colleghi. Low-load high volume resistance exercise stimulates muscle protein synthesis more than high-load low volume resistance exercise in young men. PLOS ONE, 2010;5(8):e12033. Limite: misura acuta di sintesi proteica su 15 uomini, non un esito di crescita muscolare. https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0012033
  • Nóbrega SR, Libardi CA. Is resistance training to muscular failure necessary? Frontiers in Physiology, 2016;7:10. Limite: è un articolo di opinione, non una revisione sistematica. https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphys.2016.00010/full

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